Autonomia in sicurezza

Come migliorare l’ambiente per renderlo a misura di anziano fragile

Enzo Angiolini- Referente per lo studio e la progettazione dell’ambiente, Architetto e Formatore

 Ci sono ancora molte contraddizioni in campo assistenziale e sanitario: da un lato si è accertata la necessità di garantire maggiore autonomia di movimento all’anziano e dall’altra crescono le paure (e le denunce) di cadute. Mondi in antitesi che si scontrano in maniera sempre più evidente e che mancano spesso di un approccio metodologico. Le strutture per il ricovero temporaneo o permanente di anziani compromessi fisicamente e mentalmente presentano ancora ambienti poco adeguati per dimensioni, articolazione degli spazi, colorazioni di pavimenti e pareti e dosaggi di luce naturale e di luce artificiale. Se si vogliono realmente prevenire le cadute non bisogna dimenticare che il 50% di queste è determinato da fattori ambientali. Anche strutture conosciute che si dicono “a misura di anziano” adottano misure cautelative talmente limitanti che lo slogan “leghiamoli così non cadono” sembra purtroppo reale e di grande attualità.

L’altro aspetto da riformare riguarda le azioni ripetitive degli operatori e le ormai superate regole di vita all’interno delle strutture.

Il personale è quasi sempre motivato, però appare più preoccupato dal riuscire a portare a termine tutti i compiti assegnati che a migliorare il servizio stesso. La sua formazione è poco indirizzata al voler individuare e rivisitare “cattive abitudini” radicate nel lavoro. Assistenza e Sanità impongono all’anziano regole superate: per questo l’anziano ricoverato per qualche cura esce dall’ospedale fortemente compromesso e per questo stesso motivo tutti noi consideriamo il ricovero in casa di riposo come l’ultima spiaggia, o semplicemente come un’amara sconfitta.

Ci sono dei rimedi a questi temi e quasi tutti li ritroviamo in Gentlecare, un metodo di gestione che rappresenta un po’ la sintesi dei vari metodi applicati in assistenza, e che a questi unisce la consapevolezza della pari dignità ed importanza delle persone formate che vi operano con mansioni diverse ma integrate tra loro, dei programmi di gestione e attività che si predispongono al loro interno e della qualità (non semplice quantità) degli spazi destinati ad assistenza e sanità.

Per utilizzare tutte le capacità residue di un anziano fragile bisogna che questi si trovi ospitato in un ambiente adeguato alle sue esigenze: locali facili per orientarsi, definiti per capirne istintivamente le funzioni, vivi per colori ed arredi, luminosi per evitare cadute e paure. Solo allora l’ambiente diventa adeguato e funge da protesi, diventa reale aiuto anche nella demenza totale.

Per far questo bisogna smettere con pavimentazioni tutte uguali e pareti tristemente bianche, basta comprare arredi simili e a volte ergonomicamente inadeguati e basta accettare luci accese o spente dal personale in maniera totalmente casuale. Pavimenti con finiture diverse per ogni ambientazione, colori alle pareti per aiutare l’orientamento, arredi diversificati per rispettare gusti e funzioni, e luci accese da un programma computerizzato non rappresentano costi maggiori bensì investimenti mirati. Si chiede una fatica nuova a direttori, coordinatori ed economi per individuare le scelte adatte ad un ambiente assistenziale e sanitario di nuova generazione. E’ sufficiente ricordare che gli interventi per mantenere l’ambiente inadeguato hanno lo stesso costo di quelli orientati a creare quello adeguato.

Anche l’ambiente è elemento “di rispetto” e se il personale assorbe il concetto di “rispetto del cliente”, posto alla base del Metodo Gentlecare, diventerà attivo nel gruppo di lavoro e propositivo per l’evoluzione dell’ambiente.

angiolini

L’anziano ricoverato dev’essere rispettato nella modalità del risveglio naturale, nell’organizzazione e distribuzione dei pasti, nella corretta alternanza tra momenti e luoghi di socialità ed altri di privacy. L’anziano ricoverato deve essere aiutato nell’orientamento all’interno degli spazi, gli devono essere mostrate le porte che gli possono servire celando quelle a lui proibite, deve avere sempre la luce adeguata, deve poter riconoscere con una certa facilità la sua stanza e il suo letto.

Se la fragilità verrà supportata da un ambiente adeguato, da personale correttamente motivato e formato e da programmi individualizzati si potrà constatare un netto miglioramento nelle autonomie e sarà certificato un calo nelle cadute e ancor più netto nella presenza di stati agitativi o depressivi.

 

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